Le apparizioni a Piedade dos Gerais (1987 - in corso) - testi originali: www.valedaimaculadaconceicao.com.br

Messaggio di domenica 03.02.2019
traduzione dall'audio

Cari figli,
oggi è giorno del Signore, giorno di preghiera, soprattutto per il Brasile, per il popolo brasiliano che ha tanto bisogno di stare dentro il Cuore di Gesù Misericordioso, di abbracciare infinitamente la misericordia di Dio. Soprattutto perché oggi tanti cuori sono afflitti, pieni di dolore immenso, di tristezza immensa, una sofferenza molto grande.

Dio ci mette sempre al servizio della sua opera, al servizio della sua messe. E ci ha messi davanti a una riflessione molto grande: “La mia messe è enorme. Gli assetati della Parola sono tanti. Gli operai sono molto pochi”. Questa è la riflessione che oggi Gesù ci chiede di fare, di meditare, di approfondire. Fin dove arriva la nostra fedeltà come operai del Signore? Fin dove arriva il nostro impegno di fede? Accendere questa fiamma in questo anno missionario, anno delle missioni e delle comunità.

Voi sentite che Gesù ha detto “anno di missione e anno di comunità”, e tutti voi missionari fate parte della comunità. Ogni figlio di Dio che è sulla terra è incluso nella sua comunità: con la sua nazionalità, con la sua etnia, con la sua lingua.

All’inizio di quest’anno Dio ci dà un grande segno per il Brasile, indicando che abbiamo bisogno di fermarci e di riflettere sulle comunità. Quanto abbandono l’uomo sta dando a sé stesso! Non sta proteggendo la sua immagine e somiglianza. Protegge tutto, ma distrugge quello che Dio ama di più, che è il figlio, questo giardino.

Nelle catechesi sentiamo la frase “la mia famiglia è il giardino di Dio”, ma se oggi chiudi gli occhi vedrai che molto pochi si stanno prendendo cura di questo giardino. L’uomo pensa molto di più all’oro, all’argento, al potere, all’essere, allo stare in alto, piuttosto che voler essere lo strumento che si prende cura della sua casa, del suo giardino. Oggi vediamo un abbandono totale verso la natura, verso la vita, verso le persone.

Dove sta andando l’uomo, figli? Io sento che raccoglierete molta sofferenza. Perché è necessario orientare i vostri passi verso quello che Dio sta indicando: santità, fedeltà, missione, responsabilità. Vincere tutto quello che è briciole. Perché Dio non è briciole! Non vi dà avanzi, perché Egli è Tutto. E quindi vi dà tutto. Il Padre offre al figlio quello che Egli è: luce e verità. Allora i figli hanno bisogno di avere sapienza per mettersi sul cammino della verità. Per mettersi su questo cammino, anche se apparentemente è difficile.

Non è facile perché l’uomo continua a ignorare i segni che vengono dal cielo. Sono lì. Nitidamente chiari. E non perché quest’anno è l’anno delle missioni e delle comunità. No, figli. Fin da quando il mondo ebbe bisogno che il Cielo aprisse le porte e mandasse segni qui sulla terra, Dio li sta inviando. Segni chiari che mostrano la disobbedienza, la mancanza di fede, la mancanza di timore.

Dovete avere molto timore di Dio. Principalmente verso Dio. Anche perché potresti non essere più qui questa sera stessa. La tua vita appartiene a Dio. E l’uomo deve avere sapienza per affidarsi ogni giorno a Dio. Dobbiamo cercare questa sapienza. L’edificazione di questo anno missionario, la lotta per le comunità. Le comunità sono sofferenti.

Questa comunità è il mio popolo, il mio sangue, perché il Sangue di Gesù è in tutti noi. Questa comunità è la mia famiglia, questa comunità è il mio giardino! Come prendersi cura di questa comunità? È su questo che lavorerete in questo anno missionario, davanti a segni visibili di sofferenza. Perché, come ha detto Gesù, la messe è grande ma gli operai sono molto pochi. Sono molto pochi quelli che si dedicano all’uomo, alle necessità umane.

Gli uomini hanno necessità materiali, temporali, ma la principale è quella spirituale. Perché un giorno perderà la base materiale, soffrirà tutte le conseguenze temporali, ma la sua parte spirituale è sempre luce. È quella che non muore. Quando chiudi gli occhi e pensi a quella persona che ami tanto e che non è più fisicamente con te, vedi la sua luce. Perché tu hai una vita che merita che tu te ne prenda cura. Per questo sono qui in corpo e anima, figli. Se voi foste solo materia, allora sarebbe tutto argilla. Ma voi avete l’essenza, avete il sentimento. E dovete prendervi molta cura dei vostri sentimenti, perché il demonio si è molto preso gioco di voi, con i suoi attacchi.

Anche nel preparare quello che ha bisogno di essere lavorato, restaurato, deve esserci sapienza. Innanzitutto, devi essere consapevole che le cose di trasformano, come ha detto Gesù. Con il passare del tempo, i giovani crescono, invecchiano, i bambini diventano giovani. Nessuno si ferma nel tempo. Il tempo passa e passi anche tu, i tuoi anni, le tue esperienze. Ma la tua parte spirituale è sempre la luce della tua vita. Se lasci che questo contenuto spirituale si spenga, allora tutto diventa sofferenza, tutto verrà distrutto. Perché la base della tua vita è la parte spirituale.

Quando vedi nitidamente la sofferenza in cui oggi vive il Brasile, guarda il lato spirituale: Dio. È consolazione sapere che tutto è di Dio. Tu sei qui ma Dio potrebbe volerti adesso. E può succedere attraverso fatalità, crudeltà, violenza. Ma devi stare in piedi perché sai che Dio è Padre. Che Dio è Misericordia.
Io avevo il Cuore piangente di dolore quando stavo con il mio Gesù morto tra le braccia. Ma avevo nella mia anima la felicità di sapere che Gesù è la luce del mondo.

Allora è questo che devi sentire, anche nel momento più difficile della tua vita: tutto è di Dio. Per questo, è molto importante che tu abbia umiltà per vivere. Quando vivi con umiltà, hai la sapienza per vivere. La sapienza per scoprire le cose, per metterti al servizio delle cose. Se invece ascolti il rumore degli uomini, non arriverai a nessun luogo della tua missione di missionario. Devi ascoltare il Cielo: “È questo che voglio? Sì. È volontà di Dio? Sì. Questo è il disegno di Dio? Sì.” Questo è quello che conta. Perché i rumori arriveranno da ogni parte, in modi diversi.

La tua debolezza può essere il momento più forte della tua vita. Nei momenti in cui ti senti forte, spesso non è il momento in cui lo sei di più. Il momento più forte è quel momento in cui piangi, è quel momento in cui perdi, è quel momento in cui senti un vuoto, ma vedi Dio che ti dà una luce. Perché Egli è la luce. E tu riesci a rialzarti dalle ceneri di quello che eri, distrutto. Dio ti rialza. Allora a volte il momento della debolezza è quello più forte della tua vita.

È il momento in cui devi essere preparato per il combattimento. Perché Dio non dà la croce a un figlio qualunque. Dà la croce al figlio fedele. Allora questo figlio fedele piangerà. Egli ha un cuore, sente, vive. Mostrerà questo con sentimenti, parole, opere, azioni. Sentirà nel corpo la fragilità, perché il corpo è materia e diventa fragile, debole. Ma sentirà quanto Dio è con lui.

Allora il momento in cui ti senti forte non è quello in cui sei più forte. È quando ti senti fragile che Dio ti fortifica. Il momento più difficile della tua vita forse è il migliore della tua vita. Perché quando tutto sembra facile non vedi la famiglia, non vedi gli amici, non vedi il fratello, non vedi la fraternità, mentre quando arriva il momento di dolore inizi a vedere gli amici, la fraternità, la famiglia e riesci a meditare sul tempo che stavi perdendo. Ti rendi conto che avevi tutto intorno a te. Avevi la tua ricchezza e stavi chiedendo ricchezza. Avevi il tuo tesoro e volevi altri tesori. Avevi il tuo dono e volevi un dono più grande.
Perché quello che è più sacro in questa vita è la famiglia, che è il giardino di Dio. Se non ci fosse la famiglia io non avrei le mie radici, il mio fondamento.

Se ci mettiamo a riflettere sul momento attuale in cui viviamo, piangerete. Perché c’è molta poca famiglia. Nessuno ha amore per questo giardino. Nessuno se ne sta prendendo cura. Allora quando la sofferenza arriva e dici: “Dio si è dimenticato di me?”, non è così. Tu hai dimenticato che sei uno strumento di Dio. Che devi prenderti cura della tua famiglia, della tua casa.

Allora quest’anno figli, è l’anno in cui impareremo. Perché io, Maria, cammino con voi sempre. E il Cielo ci insegna sempre di più. Spesso chiedete come mai mi pongo come la Madre che sta imparando. È perché il Cielo ci insegna in ogni momento. E io sono la Serva di Dio. In ogni momento vedo con Gesù, che è la Misericordia, quanto è bella la Sua misericordia. Allora il Cielo è la Luce, il Cielo è l’insegnamento. Noi siamo servi. E il buon servo si arricchisce sempre più con gli insegnamenti celesti.
Allora questo è quello che facciamo in questa missione: io Maria come Madre, insieme ai figli, camminiamo verso il Trionfo del mio Cuore Immacolato.

Adesso state passando per il tempo maggiore, che è il tempo della grande giustizia divina. È l’anno delle missioni, l’anno delle comunità. È l’anno in cui abbracciare, lottare, arricchirci, in cui essere davvero operai. Chi vuole essere santo è operaio. Non conta la grandezza della croce e il suo peso, conta l’amore che hai per essa. Questo è il vero operaio di Gesù. E questo è l’anno in cui Gesù vuole che siamo questi buoni operai. Perché la messe è molto grande e molto pochi sono quelli che si stanno presentando per lavorare per il regno di Dio. Allora che voi siate di questi. Non importa qual è il tuo impegno di missionario, ma l’amore verso la missione. È questo che conta. Come ha detto Gesù: non conta la lunghezza della strada percorsa ma la fede con cui l’hai percorsa. Non importa se la tua missione è grande o piccola per l’uomo. L’importante è che tu fai con amore quello che Dio ti chiede. Questo è quello che conta. Che ciascuno si valorizzi nella misura in cui Dio chiede. Dobbiamo essere tutti uniti perché il Brasile e il mondo avranno bisogno di molta forza dei missionari e di molta preghiera per le comunità.
Per questo, con grande affetto, voglio darvi la mia benedizione.

La Madonna benedice tutti i presenti mentre intonano il canto “Dacci la tua benedizione…”

Cari figli,
vi ho benedetti con molto affetto.
Sono stata molto felice per la vostra unione, per questo momento di preghiera, per questo momento di fede.
È così bello il piano di Dio, così grandioso il piano di Dio. E la cosa più importante è che Dio vuole realizzare questo piano in noi. Per questo voi, ogni giorno di più, insieme alla Madre di Gesù, con il Cielo camminiamo e con il Cielo sperimentiamo ogni volta di più questo amore così grande della Misericordia verso l’umanità. Perché solo Gesù Misericordioso soccorrerà il mondo in questo momento che il mondo vivrà d’ora in avanti. Lo sta già vivendo ma lo vivrà molto di più.

Che Dio vi dia molta forza in questo cammino per la costruzione della pace, del trionfo del mio Cuore Immacolato.

Faccio gli auguri a chi compie gli anni ed è venuto qui soprattutto per ringraziare Dio. Felice tu che ringrazi, perché la vita è il maggior tesoro che hai. Non sei qui per caso. Se Dio ti ha dato la vita è perché ha un piano molto speciale per te.

Che tutti rimangano in pace, i fiori sono stati benedetti per la guarigione e liberazione di tutti i malati nel corpo e nell’anima.

Ecco la Serva di Dio,  la Madre di Piedade, quella che guarda verso il Brasile e il mondo, chiedendo a Gesù che abbia misericordia di tutta l’umanità.
Ecco la Serva di Dio ed ecco che il Signore mi chiama.


Altri messaggi tradotti