Le apparizioni a Piedade dos Gerais (1987 - in corso) - testi originali: www.valedaimaculadaconceicao.com.br

Messaggio del 30.07.2017

Cari figli!

Questo è il momento di chiedere – uniti alla Santissima Trinità – la luce del Divino Spirito Santo e di implorare più luce per il mondo.

È triste per la Madre e per voi, figli di preghiera, guardare il mondo e sentire chiaramente la sofferenza nello sguardo delle persone, nel comportamento delle persone. È triste vedere fino a che punto l’umanità stia permettendo che il dolore – causato dal peccato – sia presente nelle proprie vite.

In questo momento intercediamo per l’umanità. Stiamo vivendo un momento di preghiera. Dobbiamo stare con il cuore in pace per vivere questo momento di preghiera. Non possiamo perdere la grazia di ascoltare il Cielo con amore. Quante volte vieni qui per ascoltare il Cielo con il cuore oppresso dalle sofferenze. È chiaro che la sofferenza è presente, che sia materiale, spirituale o temporale. Ma la speranza è Nostro Signore: Gesù! Quando speriamo in Colui che è la nostra speranza, non possiamo arrivare qui oppressi. Dobbiamo essere leggeri! Dobbiamo essere sereni!

L’uomo avrà, sulla Terra, una nuova Terra, soltanto quando cercherà di costruire dentro di sé la felicità di una persona nuova. Fintanto che continuerà a stare sotto il peso dell’ignoranza, della bestemmia, della critica, della persecuzione, non avrà nel suo cuore questa grazia della libertà, della liberazione. Resterà prigioniero dell’amarezza, della sofferenza.

Nel guardare il mondo, oggi, vedo un mondo nella sofferenza. Giovani, bambini e famiglie nella sofferenza.

Questo è il giorno del Signore! Giorno di preghiera! La domenica per il cristiano è davvero un giorno speciale, nel quale avrebbe bisogno di rivolgersi a Dio – soprattutto in questo ultimo avvertimento del Cielo per il mondo – l’uomo dovrebbe rivolgersi a Dio.

Ma Dio non vuole obbligare i suoi figli. Desidera che i suoi figli si affidino a Lui per scelta e per amore. Devi avere la volontà, devi amare. Quando ascolti un messaggio, devi essere disposto ad amare quello che Dio ti sta chiedendo.

Quello che Dio ci chiede oggi è una vita nuova, è conversione. Ci chiede un cambiamento. Questo cambiamento deve partire da ogni figlio, da ogni cuore. Chi deve cambiare sei tu. Chi deve cambiare sei tu. Nessuno ti cambierà. Sei tu che devi cercare questo cambiamento, volere questo cambiamento. Devi metterti a disposizione con prontezza come servo di Dio, come operaio di Gesù, affinché il piano di Dio si realizzi nella tua vita.

Quello che Gesù ci chiede oggi è l’ultimo appello del Cielo nel mondo. Questo è chiarissimo! Fortissimo!

L’uomo sta avendo la grazia di ascoltare e vivere questa fonte inesauribile di misericordia. Il mondo sta perdendo la luce. Il mondo sta perdendo la felicità. Perché le persone stanno fuggendo dalla grazia di Dio, non stanno andando incontro a questa grazia. È necessario che l’uomo incontri la grazia, che faccia un esame di coscienza, un atto di riparazione. Che si chieda: “Per quale motivo sto soffrendo?”, “Cosa sta succedendo oggi nel mondo?”.

È necessario iniziare a comprendere la Parola di Dio, quando Gesù ci parla della disobbedienza, della mancanza di rispetto, della mancanza di preghiera.

Oggi è domenica! Forse che il mondo sta pregando?

Forse che le persone si ricordano che oggi è giorno di preghiera?

Preghiera significa azione di Dio in noi. È azione dello Spirito Santo in noi. La preghiera ha un potere trasformante. È facile prendere in mano il Santo Rosario, quello che è difficile è vivere questo Santo Rosario. È annunciare la Parola di Dio. È essere uno strumento della Buona Novella. È avere il coraggio di cambiare: “Voglio essere migliore!”, “Voglio essere dello Spirito Santo!”, “Voglio essere di Gesù!”, “Voglio essere del Padre!”. Affinché io possa essere del Padre, dello Spirito Santo e di Gesù, il mio atteggiamento umano deve essere diverso, la mia vita deve essere diversa. “Voglio davvero essere quello che Dio vuole da me?”. Umiltà, semplicità, accoglienza del Cielo, accogliere il Cielo, aprirsi al Cielo.

Da qui in avanti il mondo dovrà attraversare molti tormenti, principalmente spirituali, figli! Ci sarà molta tristezza sulla faccia della Terra, per la disobbedienza a quello che Gesù sta chiedendo. Egli ci sta chiedendo: il Santo Vangelo, la Parola di Dio.

Quando ricevi la Santa Comunione, Gesù ti chiede un atto di amore, un atto di cambiamento, una vita nuova.

Dove andrà il mondo, se l’umanità non tornerà alla Casa di Dio? Dove andrà il mondo? Dove andranno a finire le nostre famiglie, i nostri bambini, i nostri giovani?

Ho supplicato Gesù per i giovani. Dove stanno andando questi giovani?

Il giovane ha bisogno di fortificarsi attraverso la preghiera. Ci sono molti giovani che sono felici, perché sono in preghiera. Essi stanno pregando. Questi giovani che stanno pregando sono felici, perché sono nelle condizioni di vincere le fragilità del mondo di oggi, di vincere le debolezze e le trappole del demonio. Stanno attraversando delle prove, sì, ma sono sostenuti dalla preghiera.

E i giovani che non stanno pregando? Dove sono? Nella sofferenza. La preghiera è la nostra fonte di forza in questi giorni. Forza per i giovani, per i bambini, per la Chiesa. L’uomo ha bisogno di pregare di più. Pregare, avere tempo per Dio! Le persone non hanno tempo per Dio. Iniziano a pensare a Dio e cadono nelle tribolazioni dei pensieri cattivi, giudicando gli altri.

Sì, possiamo trasformare il mondo, con il potere della preghiera. Ciascuno deve essere responsabile e volere un mondo migliore. Dì: “Io voglio un mondo migliore!”, “Io voglio fare diversamente!”, “Io voglio la sapienza per fare quello che Dio desidera che io faccia, affinché lo Spirito Santo agisca in me!”, “Io ho bisogno che lo Spirito Santo mi guidi!”

Se l’umanità non si lascerà guidare da questa Santa Forza, non uscirà da questa sofferenza. Non vincerà questa sofferenza. Questa sofferenza è come una malattia contagiosa. Pensate a una peste che si diffonde velocemente, come un’infezione. È una sofferenza spirituale che tutti incontrano: occhi maliziosi, bocca piena di cattiveria, orecchi pieni di malvagità, azioni cattive. C’è molta malvagità.

L’uomo non riesce a riflettere: “Ho bisogno di essere umile!”, Ho bisogno di riconoscere che, senza umiltà, non vincerò la debolezza!”.

Qual è la debolezza? Il peccato. “Con l’umiltà mi avvicinerò a una vita di santità. Vorrò una vita di santità.”

Gesù ci dice una cosa bella: “Felice l’anima umile e triste la persona che vive sotto la superbia e l’orgoglio!”. Felice l’anima umile, quella che si presenta davanti al Padre! Felice l’anima che riconosce i suoi limiti, le sue debolezze, che sa e sente che tutto il potere venuto dall’alto è un potere che trasforma.

Questo anno mariano, figli, è un anno per riflettere su questo: sulla missione della Madre di Dio. La missione che il Cielo ci concede in questi tempi fatali, in questi tempi di lotta. Forse l’uomo sta aspettando una sofferenza enorme nella natura, una grande sofferenza nella materia, ma la sofferenza più grande è quella dell’anima. È la peggiore anche perché sembra che non esista. Ci sono persone che dicono che va tutto benissimo, ma dentro soffrono, soffrono, soffrono. Ma non riescono ad avere l’umiltà di riconoscere che hanno bisogno di tornare alla Casa di Dio, alla Casa del Padre.

L’umiltà ci fa ritornare alla fonte maggiore, che è il Padre. Il Padre è amore! Ma il mondo oggi non ama: uccide, è violento, è crudele. Se l’uomo non ha cuore, la malvagità lo avvelenerà sempre di più.

Siete di fronte a un paese in cui non si vede più giustizia. Si vede sempre più avidità. Il Brasile attraverserà una miseria molto grande. L’avidità porta alla miseria. Dio ci sta offrendo tutto, ma la creatura vuole la sofferenza. Dio sta dando all’uomo il Cielo, ma le persone dicono “no” al Cielo. Dio ti chiede oggi: “Sii umile. Torna alla Casa del Padre. Presentati davanti al Padre”. Questo è per la comunità, per i pellegrini e i visitatori, per il Brasile e per il mondo. È per ogni figlio di Dio.

Hai bisogno di esaminare la tua coscienza e tornare alla Casa del Padre. Quindi, questo messaggio di oggi è l’appello che faccio a voi. Non perdete più tempo. Molti stanno già piangendo perché non hanno valorizzato il tempo che hanno avuto. Il tempo che avevano per non fare ciò che era contrario a quanto Dio voleva. Felice la persona che soffre a causa del Cielo, che ama Gesù e soffre, a causa di Gesù. Triste la persona che disprezza il Sacro, il Sacro che è Gesù. Molte persone stanno piangendo per aver disprezzato il Sacro.

I giovani hanno bisogno di pregare di più. Vedete la battaglia. Ciò che vince la battaglia è la preghiera. La preghiera è il cambiamento. Non è solo prendere in mano il Santo Rosario e recitarlo, è cambiare. È voler cambiare. Dì a te stesso: “Io voglio cambiare!”. Hai bisogno di avere questo coraggio, questo coraggio di trasformare la tua vita.

Figli miei! In quest’anno Gesù mi ha affidato il mondo e io sto affidando il mondo a Gesù. So che non riuscireste a sostenere la sofferenza della battaglia che attraverserete nel corso dei prossimi anni, se io non vi affidassi a Gesù. Ma, figlio, anche tu devi fare il tuo affidamento. Io intercedo presso Gesù. Io ti affido a Gesù. Ma anche tu devi affidarti a Lui.

Quello che voi state facendo qui nel corso di tutti questi anni di evangelizzazione è raccogliere, seminare, raccogliere e seminare. Arriverà il momento in cui vi ricorderete delle parole della Madre, che quando era presente in corpo e anima aveva detto: “Figli! Voi passerete per forti tribolazioni, ma chi sarà unito al Cielo vincerà!”. Voi vedrete la vittoria con gli occhi della carne. Ma avete bisogno della sapienza. Se persistete nel continuare nella stessa fragilità, non otterrete la vittoria. Vi sentirete ogni giorno più falliti, sconfitti, depressi, tristi e infelici.

Il dolore peggiore è il dolore nell’anima. Gesù ha detto: “Mille volte le spine nella mia carne, che una sola di esse nell’anima di coloro che amo!”. È necessario che ti ricordi di queste parole di Gesù, perché ci sono molte spine che stanno entrando nelle vostre anime. Queste sono le spine peggiori.

Guardiamo dunque verso il cielo e abbiamo il coraggio di condurre una vita santa e benedetta, agli occhi del Padre. Vogliamo essere, realmente, ciò che Dio vuole che ciascun figlio sia sulla faccia della Terra.

Adesso, con grande amore, desidero darvi la mia benedizione.

In questo momento la Madonna benedice tutti mentre cantano: “Dacci la tua benedizione...”

Cari figli!

Questa benedizione è per il mondo, per il Brasile, per le famiglie qui presenti, perché l’uomo desideri essere liberato dalla sofferenza spirituale che è presente nel suo cuore e nella sua anima. La ferita peggiore, quella riguardo alla quale Gesù – con parole sapienti – ha detto: “Voglio queste spine nella mia carne e non nell’anima di quelli che amo!”.

Che l’uomo si rivolga al Sangue di Gesù. Presentati davanti a Cristo, che ti ha dato la vita, che ti ha liberato, che ti ha santificato e ha guarito la ferita che è presente nel mondo. Che il mondo non permetta che questa ferita lo conduca a una sofferenza maggiore.

Per questo io chiedo a Gesù: “Figlio mio! Abbi compassione dell’umanità, del mondo, di ogni figlio che oggi ha bisogno degli spazi infiniti del tuo Cuore Misericordioso!”

Faccio gli auguri a quanti compiono gli anni e vi chiedo di essere forti in questo momento in cui il Cielo vi chiede di essere disposti a cercare la guarigione e la liberazione del vostro cuore e della vostra anima.

I fiori sono stati benedetti per la guarigione e liberazione di tutti i figli qui presenti, di tutti quelli che hanno bisogno di questa luce, che libera, guarisce e salva. Luce che è Gesù: la luce del mondo, la via e la felicità di tutta l’umanità.

Ecco la Serva del Signore, quella che chiede al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo di benedirvi. Ecco che il Signore mi chiama!

Mensagem de 30 de Julho de 2017

Queridos filhos!

Este é o momento de pedirmos – unidos à Santíssima Trindade – a luz maior do Divino Espírito Santo e suplicarmos mais luz para o mundo.

É triste para a Mãe e para vocês, filhos de oração, olhar para o mundo e sentir claramente o sofrimento no olhar das pessoas, no agir das pessoas. É triste ver o quanto a humanidade está permitindo que a dor – causada pelo pecado – esteja presente em suas vidas.

Neste momento vamos pedir pela humanidade. Estamos vivendo um momento de oração. Temos de estar com o nosso coração em paz para viver este momento de oração. Não podemos perder a graça de ouvir o Céu com amor. Quantas vezes, você vem para ouvir o Céu, com o seu coração cercado de sofrimentos. É claro que o sofrimento está presente, seja material, espiritual ou temporal. Mas, a esperança é o Nosso Senhor: Jesus! Quando esperamos nAquele que é a nossa esperança, não podemos vir pesados. Temos de vir leves! Temos de vir suaves!

O homem só terá sobre a Terra, uma nova Terra, quando buscar construir dentro de si a felicidade de uma pessoa nova. Enquanto continuar com o peso da ignorância, da blasfêmia, da crítica, da perseguição, não terá em seu coração essa graça da liberdade, da libertação. Vai se manter prisioneiro da amargura, do sofrimento.

Ao olhar hoje para o mundo, vejo um mundo em sofrimento. Jovens, crianças e famílias em sofrimento.

Este é o dia do Senhor! Dia de oração! Dia de domingo para o cristão é dia verdadeiramente especial, no qual ele precisaria se voltar para Deus – principalmente neste último alerta do Céu para o mundo – o homem deveria se voltar para Deus.

Mas, Deus não quer seus filhos por obrigação. Ele quer que seus filhos se entreguem por vontade e por amor. Você tem de ter vontade, tem de amar. Ao ouvir uma mensagem, você tem de estar disposto a amar aquilo que Deus está pedindo para você.

O que Deus nos pede hoje é vida nova, é conversão. Ele nos pede uma mudança. Essa mudança tem de partir de cada filho, de cada coração. Quem precisa mudar é você. Quem deve mudar é você. Ninguém vai lhe mudar. É você quem tem de buscar essa mudança, querer essa mudança. Você deve se colocar de prontidão como servo de Deus, como operário de Jesus, para que o plano de Deus aconteça em sua vida.

O que Jesus nos pede hoje é o último apelo do Céu no mundo. Isso é claríssimo! Fortíssimo!

O homem está tendo a graça de ouvir e viver esta fonte inesgotável de misericórdia. O mundo está perdendo o brilho. O mundo está perdendo a felicidade. Porque as pessoas estão fugindo da graça de Deus, não estão se encontrando com essa graça. É preciso que o homem se encontre com a graça, que faça um exame de consciência, um ato de reparação. Pergunte-se: “Será por que estou sofrendo?”. “O que está acontecendo hoje com o mundo?”.

É preciso começar a entender a Palavra de Deus, quando Jesus nos fala da desobediência, do desrespeito, da falta de oração.

Hoje é domingo! Será que o mundo está orando?

Será que as pessoas estão se lembrando de que hoje é dia de oração?

Oração significa ação de Deus em nós. É ação do Espírito Santo em nós. A oração tem um poder transformador. É fácil pegar o Santo Terço, o difícil é viver esse Santo Terço. É anunciar a Palavra de Deus. É ser um instrumento da Boa Nova. É ter a coragem para mudar: “Eu quero ser melhor!”. “Eu quero ser do Espírito Santo!”. “Eu quero ser de Jesus!”. “Eu quero ser do Pai!”. Para que eu seja do Pai, do Espírito Santo e de Jesus, minha atitude humana tem de ser diferente, minha vida tem de ser diferente. “Será que eu estou, de fato, querendo ser aquilo que Deus quer de mim?”. Humildade, simplicidade, acolhida ao Céu – acolher o Céu – se abrir para o Céu.

O mundo tende a passar por tormentos e tormentos daqui pra frente, principalmente espirituais, filhos! Vai ser muita tristeza sobre a face da Terra, por desobediência àquilo que Jesus está pedindo. Ele está pedindo pra nós: o Santo Evangelho, a Palavra de Deus.

Quando você recebe a Santa Comunhão é Jesus lhe pedindo um ato de amor, um ato de mudança, vida nova.

Para onde irá o mundo, se a humanidade não se voltar para a Casa de Deus? Para onde irá o mundo? Onde irão parar nossas famílias, nossas crianças, nossos jovens?

Tenho suplicado a Jesus pelos jovens. Para onde estão indo esses jovens?

O jovem precisa se fortalecer pela oração. Há muitos jovens que estão felizes, porque estão em oração. Eles estão orando. Esses jovens que estão orando estão felizes, porque estão tendo condições de vencer as fragilidades do mundo de hoje, de vencer as fraquezas e as armadilhas do demônio. Estão passando por provas, sim, mas estão sendo sustentados pela oração.

E os jovens que não estão orando? Onde é que eles estão? No sofrimento. A oração é a nossa fonte de força nos dias de hoje. Força para os jovens, para as crianças, para a Igreja. O homem precisa orar mais. Orar, ter tempo para Deus! As pessoas não têm tempo para Deus. Começam a pensar em Deus, e caem nas tribulações dos maus pensamento, julgando os outros.

Sim, podemos transformar o mundo, com o poder da oração. Cada um deve ser responsável e querer um mundo melhor. Diga: “Eu quero um mundo melhor!”, “Eu quero fazer diferente!”, “Eu quero ter sabedoria para fazer como Deus quer que eu faça, para que o Espírito Santo se mova em mim!”, “Eu preciso que o Espírito Santo me mova!”.

Se a humanidade não se deixar mover por essa Força Santa, não sairá desse sofrimento. Não vencerá esse sofrimento. Esse sofrimento é como uma contaminação. Pense em uma peste que se espalha com rapidez, como uma contaminação. É um sofrimento espiritual diante do qual todos se encontram: olhos maldosos, língua cheia de maldade, ouvidos cheios de maldade, atos maliciosos. Há muita malícia.

O homem não está conseguindo refletir: “Eu preciso ter humildade!”, “Eu preciso reconhecer que, sem humildade, não vencerei a fraqueza!”.

Qual é a fraqueza? O pecado. “Com humildade me aproximarei de uma vida de santidade. Vou querer uma vida de santidade”.

Jesus nos diz algo lindo: “Feliz da alma humilde e triste da pessoa que vive sob a soberba e o orgulho!”. Feliz da alma humilde, daquela que se apresenta diante do Pai! Daquela alma que reconhece as suas limitações, as suas fraquezas, que sabe e sente que todo o poder vindo do alto é um poder que transforma.

Este ano mariano, filhos, é um ano para refletir sobre isto: sobre a missão da Mãe de Deus. A missão que o Céu nos concede nestes tempos fatais, nestes tempos de luta. Talvez o homem esteja esperando por um sofrimento enorme na natureza, por um grande sofrimento na matéria, mas o sofrimento maior é o da alma. É também o pior, pois vem como se não existisse. Pessoas que dizem que está tudo ótimo, estão por dentro, sofridos, sofridos, sofridos. Mas não conseguem ter a humildade de reconhecer que precisam voltar para a Casa de Deus, para a Casa do Pai.

A humildade nos faz retornar à fonte maior que é o Pai. O Pai é amor! Mas o mundo hoje não ama: mata, é violento, é cruel. Se o homem não tiver coração irá se envenenar cada vez mais pela maldade.

Vocês estão diante de um país em que não se vê mais justiça. Vê-se cada vez mais ganância. O Brasil tende a passar por uma miséria muito grande. A ganância leva à miséria. Deus está oferecendo para nós tudo, mas a criatura quer o sofrimento. Deus está dando para o homem o Céu, mas as pessoas estão dizendo “não” para esse Céu. Deus lhe pede hoje: "Seja humilde. Volte para a Casa do Pai. Apresente-se diante do Pai". Isso é para a comunidade, para os peregrinos e romeiros, para o Brasil e para o mundo. É para cada filho de Deus.

Você precisa examinar a sua consciência e voltar para a Casa do Pai. Então, esta mensagem de hoje é o chamado que eu faço para vocês. Não percam mais tempo. Muitos já estão chorando por não terem valorizado o tempo que tiveram. O tempo que tiveram para não fazer o que era contrário ao que Deus queria. Feliz da pessoa que sofre por causa do Céu, que ama Jesus e sofre, por causa de Jesus. Triste da pessoa que pisa no Sagrado, no Sagrado que é Jesus. Muitas pessoas estão chorando por terem pisado no Sagrado.

Os jovens precisam orar mais. Estão vendo a batalha. O que vence a batalha é a oração. A oração é a mudança. Não é só pegar o Santo Terço e orar, é mudar. É querer mudar. Diga para você mesmo: “Eu quero mudar!”. Você precisa ter essa coragem, essa coragem de transformar a sua vida.

Meus filhos! Neste ano Jesus me entregou o mundo e eu estou entregando o mundo a Jesus. Eu sei que a batalha que irão passar no decorrer dos anos daqui para frente – se eu não lhes entregar a Jesus – vocês não vão suportar o sofrimento. Mas, o filho, tem também que fazer a sua entrega. Eu peço a Jesus. Eu entrego a Jesus. Mas, você tem de fazer a sua entrega.

O que vocês estão aqui fazendo durante todos esses anos de evangelização é colhendo, é plantando – é colhendo, é plantando. Chegará o momento em que se lembrarão das Palavras da Mãe – quando esteve presente de corpo e alma – e disse: “Filhos! Vocês passarão por fortes tribulações, mas quem estiver unido ao Céu, vencerá!”. Vocês verão a vitória com os olhos da carne. Mas precisam ter sabedoria. Se teimarem em continuar na mesma fragilidade, não colherão a vitória. Vão se sentir cada dia mais fracassados, derrotados, deprimidos, tristes e infelizes.

A pior dor é a dor na alma. Jesus disse: “Mil vezes os espinhos em minha carne, do que um só deles na alma daqueles que eu amo!”. Você precisa se lembrar dessas palavras de Jesus, porque há muitos espinhos que estão se filtrando na alma de vocês. Esses são os piores espinhos.

Vamos olhar para o Céu e ter a coragem de ter uma vida santa, abençoada, aos olhos do Pai. Querer ser, de fato, aquilo o que Deus quer que cada filho seja sobre a face da Terra.

Quero agora dar-lhes, com grande amor, a minha bênção.

Neste momento, Nossa Senhora abençoa a todos, enquanto cantam: “Dai-nos a bênção...”

Queridos filhos!

Essa bênção foi para o mundo, para o Brasil, para as famílias aqui presentes, para que o homem deseje ser libertado do sofrimento espiritual que está presente em seu coração e em sua alma. A pior ferida, aquela que Jesus – com palavras sábias – disse: “Eu quero estes espinhos em minha carne e não os quero na alma daqueles que eu amo!”.

Que o homem se volte ao Sangue de Jesus. Apresente-se diante do Cristo, que lhe deu vida, que lhe libertou, que lhe santificou e que curou a ferida, que está presente sobre o mundo. Que o mundo não permita que essa ferida lhe conduza a um sofrimento maior.

Por isso, eu peço a Jesus: “Meu Filho! Tenha compaixão da humanidade, do mundo, de cada filho que hoje precisa das entranhas infinitas de seu Coração Misericordioso!”.

Parabenizo aos aniversariantes e peço que tenham força neste momento em que o Céu lhes pede que estejam dispostos a buscar a cura e a libertação do seu coração e da sua alma.

As flores foram abençoadas para a cura e libertação de todos os filhos aqui presentes, de todos os que precisam dessa luz, que liberta, cura e salva. Luz que é Jesus: A luz do mundo, o caminho e a felicidade de toda a humanidade.

Eis aqui a Serva do Senhor, aquela que pede ao Pai, ao Filho e ao Espírito Santo para lhes abençoar. Eis que o Senhor me chama!


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